Un viaggio alla scoperta di Susa e dei suoi tesori.

Guglia del Campanile di San Giusto
Susa

Non ero mai stata a Susa, se non di passaggio, quindi, quando mi è stata offerta la possibilità di visitarla in modalità decisamente “speciale”, non ho avuto dubbi.

Ed eccomi qui a raccontarvi della mia visita a Susa in occasione del PhotoWalk Susa Sotto Sopra: una giornata davvero densa, iniziata con una passeggiata per Susa, la visita alla Cattedrale di San Giusto e la mirabile salita al suo campanile, la scoperta del Castello di Adelaide e dei suoi sotterranei e infine un giro decisamente speciale al Museo Diocesano.
Ogni luogo ci è stato raccontato in modo particolareggiato e divertente dai nostri fantastici accompagnatori: Silvia e Davide.

Tutto questo in una giornata di inizio estate, caratterizzata da un fattore meteorologico senza senso: all’inizio il sole con un cielo terso, poi pioggia a catinelle e infine ancora il sole.

Passeggiata a Susa

Porta Civitatis – Susa

Dalla Stazione dei Treni, abbiamo raggiunto il centro storico in pochi minuti, percorrendo Via Mazzini, una bella via pedonale (o almeno non ricordo di avere visto auto) con molti negozi sui due lati. Sbirciando nelle vie, che incrociano il nostro percorso, si intravedono angoli interessati da fotografare, belle case colorate e qualche scorcio di montagna.

E poi, eccoci davanti ad un ponte su cui si affaccia una bella chiesa, che scoprirò essere chiamata, appunto, la Chiesa del Ponte. Il fiume che scorre sotto il ponte è la Dora Riparia.
Sono personalmente molto legata alla Dora, essendo uno dei due fiumi principali di Torino.
La Dora scorre dalle parti di casa mia ed è il luogo in cui mi reco spessissimo a passeggiare con Leila, la mia bella meticcia, soprattutto nei mesi estivi, in cui gli alberi del parco fluviale donano il refrigerio tanto ricercato.

Attraversato il ponte procediamo a destra lungo il fiume fino ad incrociare Piazza Savoia.
Qui la prima sorpresa della giornata: ci troviamo di fronte l’imponente Porta Civitatis o Savoia, da cui si accede alla parte medievale del centro storico.

La Cattedrale di San Giusto

Cattedrale di San Giusto
Susa

Attraversando la Porta Civitatis ci troviamo nella piccola e caratteristica Piazza San Giusto. Di fronte a noi vediamo la Cattedrale di San Giusto e il suo Campanile.

La chiesa fu costruita nei primi anni dopo il Mille, nel risveglio culturale, politico e religioso che ha caratterizzato quegli anni, per volere dei Marchesi di Torino.
Il progetto iniziale era in stile romanico e si “appoggia” sulle fondamenta delle antiche mura romane. La facciata, con l’ingresso principale, è sulla attuale Piazza Savoia.

La chiesa fu definita “basilica” e inizialmente dedicata a diversi angeli e santi, tra cui San Giusto, martire locale le cui reliquie sono conservate nella chiesa. Con gli anni si perse il nome completo e venne semplicemente chiamata Basilica di San Giusto.
Dopo poco più di un secolo di vita cominciò a decadere e per questo fu soggetta ad un radicale restauro nella prima metà del 1300: l’intervento aggiunse lo stile gotico al romanico di base.
Divenne Cattedrale solo nel 1772 con la “nascita” della Diocesi di Susa.

Siamo entrati nella Cattedrale di Susa da una porta di accesso laterale, direttamente dalla Piazza San Giusto e subito si è avvertita una sensazione di grande tranquillità e raccoglimento.
La struttura, come prevede lo stilo romanico, è costituita da 3 navate, con un abside centrale. Al fondo, nella navata centrale sopra all’ingresso principale, è presente un organo a canne.
I soffitti sono colorati di azzurro e ben decorati.

La salita sul Campanile di San Giusto

Panorama dal Campanile di San Giusto
Susa

Usciti dalla Cattedrale abbiamo aspettato il nostro turno di ingresso al Campanile, che è stato organizzato a piccoli gruppi.

Inizio con dire che il Campanile di San Giusto non è normalmente aperto al pubblico e che la sua “salita” è stata possibile solo – e in via eccezionale – per l’evento Susa Sotto Sopra.

Siamo entrati da Piazza San Giusto, tramite la porta posta a fianco dell’ingresso che avevamo già utilizzato per entrare nella cattedrale.

L’ingresso è direttamente nel basamento principale del campanile che al momento viene usato, purtroppo, come una sorta di magazzino. Su una parete della stanza principale è conservato un affresco romanico raffigurante un velario. Ferma in mezzo alla stanza non faccio fatica ad immaginare che location favolosa sarebbe per ospitare, ad esempio, mostre fotografiche.

Per salire sono presenti delle scale di legno; il primo e il secondo piano erano dedicati all’alloggio del sagrestano, che ha vissuto lì fino agli anni 50.

Proseguendo verso l’alto, la difficoltà di salire aumenta insieme alla bellezza degli scorci di Susa visibile dalle finestre che si aprono sui 4 lati del campanile.
Continuando la salita ad un certo punto ci si trova all’altezza delle campane. Sono 4, di dimensioni diverse.
Davide ci ha mostrato la corda che, partendo dal meccanismo che muove le campane, scende fino alle stanze una volta occupate dal sagrestano, che poteva così tranquillamente suonare le campane dai propri alloggi!

Da lì, con un’ultima rampa di scala ci si trova sulla stretta balconata esterna all’altezza delle guglie: il panorama sui tetti di Susa è meraviglioso, complice il sole, il cielo azzurro e alcune nuvole bianchissime.

L’Arco di Augusto e l’acquedotto romano

Acquedotto romano
Susa

Scesi dal Campanile ci siamo avviati per la via leggermente in salita che, attraversando il piccolo e ordinato parco d’Augusto, arriva direttamente ai piedi dell’Arco di Augusto.

A differenza di molti altri archi simili, che sono stati edificati dai Romani in ricordo di una vittoria, quello di Susa è stato fatto costruire da Re Cozio, fra l’8 e il 9 a.C., per ricordare l’importante alleanza stretta da Susa con l’imperatore romano Ottaviano Augusto. L’imperatore stesso presenziò alla sua inaugurazione.

Poco oltre l’arco si vedono i resti di un acquedotto romano del IV secolo.
Di tutta la struttura originaria sono rimasti solo questi 2 archi e non è noto se l’acquedotto “servisse” solo Susa oppure anche le cittadine limitrofe.

In diversi punti della città sono state trovate opere di canalizzazione a cui l’acquedotto poteva collegarsi. Si ipotizza che l’acquedotto servisse a rifornire le Terme Graziane costruite a Susa dai romani.

Il Castello di Adelaide e i suoi sotterranei

Panorama dal Castello di Adelaide
Susa

Svoltando a sinistra dopo l’Arco di Augusto si accede al cortile del Castello di Adelaide.

Il castello è in realtà il risultato della sovrapposizione e a volte della ricostruzione di vari edifici che raccontano la storia di Susa: non si conosce l’esatta data di costruzione, ma si ritiene fosse già abitato dai Cozi.

Dopo molte trasformazioni è diventato la dimora dei Marchesi di Susa e in particolare della marchesa Adelaide.
Ho trovato la storia di Adelaide molto bella e attuale, anche se è vissuta nel lontano anno mille: pensate che si è destreggiata da sola tra papi e imperatori, ad un certo punto della sua vita, rimasta vedova per la terza volta, ha governato i suoi vasti possedimenti e ha cresciuto i suoi figli, che sono poi diventati principi di casa Savoia.
Le doti che i suoi sudditi tramandarono di lei sono la fermezza nel governare e la dolcezza con il popolo che sempre parlò bene di lei.

Durante l’ultima lunga fase di restauro sono stati rinvenuti i resti romani, su cui l’attuale palazzo si appoggia.

Il Castello di Susa ospita il Museo Civico: durante il nostro tour abbiamo visitato il museo e siamo scesi negli scavi sotto il castello, a vedere le gallerie scavate dai romani per sostenere la struttura del palazzo, in un percorso, però, non aperto al pubblico.

Infine abbiamo effettuato un breve giro sul camminamento delle mura, solitamente chiuso al pubblico. Anche da qui la vista sui tetti di Susa era incredibile, malgrado il tempo fosse cambiato, lasciando posto ad una pioggerellina fredda e quasi autunnale.

La Chiesa del Ponte e il Museo Diocesano

Chiesa del Ponte
Susa

Nel pomeriggio siamo tornati a visitare la Chiesa del Ponte che avevamo incontrato la mattina appena arrivati a Susa.

La Chiesa del Ponte ospita il Museo Diocesano di Arte Sacra di Susa.

Interessante il motivo che ha spinto alla creazione del Sistema Museale Diocesano della Valle di Susa. I molti oggetti di valore erano sparsi per le varie di comunità della Valle e questo li rendeva davvero facili da depredare. Raccogliere e affidare tutti i tesori ad un museo era necessario come protezione dai furti.
Quello della Valle di Susa è un esempio di museo attivo: capita a volte di trovare alcune teche vuote, perché i singoli oggetti sono rimasti di proprietà della comunità da cui provengono e a volte tornano in mostra o in uso nella loro comunità.

Al museo di Susa sono in mostra diversi tesori di Arte Sacra della Valle di Susa

Fra tutti mi ha colpito il Trittico del Rocciamelone: è un manufatto originale realizzato da un bronzista fiammingo su ordine di Bonifacio Rotario, per un ex voto fatto prima di partire per le crociate.
Rappresenta in centro la Madonna con il bambino; da un lato è invece riportato il protettore della famiglia e dall’altro il protettore dei crociati.
Il trittico, prima di essere spostato nel museo di Susa, si trovava in vetta al Rocciamelone. A portarlo in cima fu lo stesso Bonifacio Rotario, il 1° settembre 1358, realizzando in questo modo la prima scalata alpina documentata.

Altro tesoro conservato nel Museo Diocesano di Susa è l’originale della Madonna del Ponte.
Si tratta di un piccolo manufatto di arte romanica in legno, realizzato da uno scultore ignoto, probabilmente nel XII secolo, che fu poi restaurato alla fine del Novecento.
Osservandola abbiamo visto che la Madonna non è femminile e il suo volto è severo. Questo è dovuto al concetto di divino di quel periodo: la divinità incuteva timore e la Madonna proteggeva solo il suo bambino, non era ancora vista come la mamma di tutti gli uomini.

Per completare la visita sono entrata nella Chiesa del Ponte. E’ composta da una navata e si chiude con un bell’altare in legno sormontato da una cupola ellittica. Sull’altare è esposta una copia della Madonna del Ponte che avevamo visto in originale al museo.

Qualche indicazione utile

Conclusione: per me Susa è stata proprio un bella scoperta e spero che il mio articolo abbia instillato in voi la voglia di “andare a vedere”!

Vi lascio alcune indicazioni utili.

Susa è raggiungibile facilmente in auto ma io vi consiglio, se potete, di arrivarci in treno.
Partendo da Torino, ad esempio, avete un treno all’ora che da Porta Nuova arriva a Susa in poco più di 60 minuti.

Ultimo, ma non ultimo, per approfondimenti su Susa e sui prossimi eventi potete consultare i canali social degli organizzatori del Photo Walk Susa Sotto Sopra, di cui vi lascio i link:

18 risposte a "Un viaggio alla scoperta di Susa e dei suoi tesori."

  1. nonnAnna 30 giugno 2019 / 16:22

    Boccheggiando in questa giornata di calura mi sono letta questo dettagliato post su una bella città che ho solo sempre visto transitando di sfuggita.
    Avrei voluto essere lì per godermi il fresco di quei bei luoghi e delle spumeggianti acque della Dora… e, con l’immaginazione, ne ho tratto un momentaneo refrigerio 😉

    Piace a 1 persona

    • Barbara 1 luglio 2019 / 0:46

      Anch’io avevo visto Susa sempre solo di sfuggita ed è stata una bella sorpresa!

      Mi piace

  2. Simona 30 giugno 2019 / 19:45

    Non sapevo del photowalk di Susa. Grazie a questa iniziativa e grazie a questo articolo ho scoperto tante cose che non conoscevo affatto. E che foto devo dire, bellissime. Gli interni e si soffitti sono qualcosa di spettacolare!

    Piace a 1 persona

    • Barbara 1 luglio 2019 / 0:52

      Grazie Simona 🙂
      E’ stato per me un piacere partecipare al photowalk; Susa è un posto molto interessante con tanti segreti da scoprire!

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  3. monicabruni 1 luglio 2019 / 17:58

    Che bella questa iniziativa del photowalk, sono sempre occasioni interessanti per conoscere dei borghi poco frequentati dal turismo. Complimenti per le tue foto, mi hanno fatto venire voglia di una gita a Susa!

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    • Barbara 1 luglio 2019 / 23:38

      Grazie! Quella a Susa è stata davvero una bella gita. Te la consiglio senza alcun dubbio 🙂

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  4. antomaio65 2 luglio 2019 / 15:34

    Leggendo il tuo articolo anche a me Susa è sembrata una bella città. Mi ha incuriosito la storia del castello diAdelaide, soprattutto del “personaggio” Adelaide, donna forte e molto moderna per l’epoca

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    • Barbara 5 agosto 2019 / 23:05

      Anche io sono stata colpita dal personaggio di Adelaide e sto cercando di approfondire 🙂

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  5. anna di 2 luglio 2019 / 15:46

    Che bello il photowalk e soprattutto , davvero bellissima Susa. La conosco solo di nome, non l’ho mai vista. quindi ti ringrazio per avermela mostrata e avermela raccontata… a piedi, è il modo migliore per scoprire un luogo

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    • Barbara 5 agosto 2019 / 23:06

      E’ vero, per conoscere un posto bisogna anche “girarlo a piedi” 😉

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  6. lisatrevaligie 2 luglio 2019 / 18:58

    Che bel personaggio Adelaide!!! Mi piace scoprire storie come queste quando sono in viaggio. Non conoscevo Susa ma il tuo articolo mi ha colpito positivamente. Ci faremo senz’altro un salto.

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    • Barbara 5 agosto 2019 / 23:09

      Grazie 🙂
      Sono contenta che ti sia piaciuto leggere il racconto della mia esperienza a Susa.
      Anche a me ha colpito molto Adelaide!

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  7. Giovy Malfiori 4 luglio 2019 / 9:15

    Vorrei fare un giro in Val di Susa per la Sacra di San Michele: ci andai millenni fa e credo sia davvero ora di tornare.

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    • Barbara 5 luglio 2019 / 19:17

      Anche io ci sono andata diversi anni fa: ricordo ancora quanto fosse maestosa… e ricordo anche tutti gli scalini 😉

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  8. Dany M 5 luglio 2019 / 9:56

    mAI STATA! Mi viene in mente sempre per il valico che dovevano fare.. Sembra esser un borgo interessante!

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