Earth Overshoot Day: cos’è e cosa possiamo fare a riguardo

Città divisa tra inquinamento e rinascita verde – Crediti: Immagine originale realizzata da Barbara Ferrari con il supporto di Microsoft Copilot

L’ Earth Overshoot Day è il giorno in cui il nostro pianeta esaurisce le risorse naturali che poteva utilizzare per l’intero anno. Quest’anno è stato il 30 luglio 2026. Questo giorno viene calcolato in modo scientifico dal Global Footprint Network con un confronto tra quanto consumiamo e quanto la natura riesce a produrre nello stesso periodo.

Vediamo cos’è e cosa possiamo fare a riguardo, partendo dalla sua origine fino ai gesti di tutti i giorni.

Una data che si sposta da più di cinquant’anni

Dal 2006 il Global Footprint Network ha cominciato a diffondere su scala mondiale questa data scegliendo il giorno dedicato all’ambiente. Ogni anno questa data è caduta quasi sempre un po’ prima rispetto all’anno precedente. Purtroppo. La vera partenza, però, è da cercare negli anni Settanta. Sono cinquant’anni che l’umanità ha cominciato, per la prima volta nella sua storia, a chiedere al pianeta più di quanto possa restituire.

Il 2026, a guardarlo di sfuggita, sembra andare controcorrente: 30 luglio, sei giorni più tardi del 2025. Lo spostamento però è dovuto solo alle nuove stime di assorbimento del carbonio negli oceani. I consumi reali, però, non hanno rallentato affatto e continuano a crescere. Utilizzando gli stessi criteri di sempre avremmo un divario tra quanto chiediamo alla Terra e quanto riesce a darci che non è mai stato così ampio.

Cosa significa in pratica

Il meccanismo è più semplice di quanto sembri. Da una parte c’è quanto consumiamo, che viene chiamata impronta ecologica. Dall’altra quanto il pianeta riesce a rigenerare, la cosiddetta biocapacità. Il calcolo è semplice: quando la domanda supera l’offerta, scatta l’overshoot. Nel conto però entra un po’ di tutto, dai boschi, alla pesca, all’acqua dolce che prendiamo dalla terra e dal mare, ma anche la CO2 che rilasciamo nell’aria e che gli ecosistemi dovrebbero riassorbire.

Oggi consumiamo il 73% più velocemente di quanto la Terra riesca a rigenerare. Un rapporto davvero impietoso dato non abbiamo un pianeta di riserva e il conto si accumula anno dopo anno. Il debito ecologico ha già superato i vent’anni di capacità rigenerativa del pianeta, un bel peso che ricade su clima, biodiversità, suoli.

L’Italia e chi fa meglio

Se il mondo intero consumasse come noi italiani, il budget dell’anno finirebbe già il 3 maggio, secondo i calcoli del Global Footprint Network. Questo significa che per reggere il nostro stile di vita servirebbero le risorse di circa tre pianeti. E’ proprio così. L’Italia si piazza ben oltre la media mondiale e non è una consolazione vedere che il  Qatar esaurisce le risorse già ai primi di febbraio.

C’è un modo migliore di leggere questi numeri, forse più interessante: guardare a chi fa meglio. Honduras, Ecuador, Indonesia sono tra i paesi che arrivano più avanti nell’anno, tra fine ottobre e fine novembre. Alcuni Stati, come Bangladesh, Kenya e Nepal, il debito ecologico non lo generano nemmeno. Certo non è un modello da copiare senza distinzioni perché dietro questi numeri positivi ci sono livelli di sviluppo molto diversi dal nostro. Resta però il fatto che un rapporto più equilibrato con le risorse naturali, oggi, esiste già in una parte del mondo.

Cosa si può fare su grande scala

Il Global Footprint Network dice che le soluzioni esistono già, quella che manca è la velocità con cui vengono messe in pratica su scala globale. Servirebbero rinnovabili al posto dei combustibili fossili, fabbriche ed edifici più efficienti: queste scelte da sole varrebbero quasi un mese guadagnato sul calendario. Le città che ospitano più della metà della popolazione mondiale pesano tantissimo e generano da sole circa tre quarti dei consumi energetici globali. Anche a tavola si può fare molto. Serve sprecare meno cibo e osare con più piatti vegetali per guadagnare altri trenta giorni.

E nella vita di tutti i giorni?

Le grandi strategie contano, certo. Ma passano comunque dalle scelte di ciascuno di noi, ripetute milioni di volte. Mangiare meno carne, ridurre lo spreco in cucina, muoversi a piedi o in bici invece che in auto. Sono tutte piccole cose che possono dare un impatto vero. Persino i vestiti contano più di quanto sembri e la strada è quella di usarli più a lungo, scegliendo riparazione o second hand. Queste scelte potrebbero spostare l’Overshoot Day se effettuate da miliardi di altre persone e accompagnate dalle politiche giuste dei nostri governi.

Barbara Ferrari

Fonti

Heart Overshoot Day, “Country Overshoot Days 2026”, ultima consultazione: 31 agosto 2026, link: https://overshoot.footprintnetwork.org/newsroom/country-overshoot-days/

Wikipedia, “Earth Overshoot Day”, ultima consultazione: 31 agosto 2026, link: https://it.wikipedia.org/wiki/Earth_Overshoot_Day

WWF, Area Stampa, “Earth Overshoot Day 2026, risorse della Terra esaurite il 30 luglio”, 27 luglio 2026, ultima consultazione: 31 agosto 2026, link: https://www.wwf.it/area-stampa/earth-overshoot-day-2026/

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