Un giro all’Orto Botanico di Torino

Orto Botanico di Torino
Serra Tropicale
Particolare di una pianta carnivora

Lo scorso fine settimana, parlando con mia madre, ci siamo accorte di non avere mai visitato l’Orto Botanico di Torino e così ho deciso di “rimediare”: in questo articolo ti racconto il bel giro che abbiamo fatto insieme quello stesso pomeriggio.

Ripensandoci passeggiare fra serre, piante rare e fiori di tutti i tipi, è stato davvero un gran bel modo per trascorrere il giorno della festa della mamma. Tienilo presente per il prossimo anno!

Un po’ di storia

L’attuale Orto Botanico di Torino è il risultato di quasi 300 anni di lavoro di molte persone. Fu creato nel 1729 per volere di Vittorio Amedeo II, con l’obbiettivo di coltivare e fare conoscere le piante

Era costituito da due parti: 

  • il Giardino: di impianto settecentesco con aiuole geometriche
  • il Boschetto: di impianto ottocentesco con vialetti e collinette che volevano ricreare un ambiente naturale di tipo romantico. 

L’Orto inizialmente non comprendeva le serre. Le prime furono costruite nel 1831: la serra fredda e quella calda, parzialmente interrata, per le piante tropicali.

L’Orto è stato aperto alle visite del pubblico dal 1997; contemporaneamente ha mantenuto il suo scopo di ricerca sulle piante e di divulgazione della conoscenza acquisita.

Struttura attuale

Orto Botanico di Torino
Giardino con vista sulla serra del Sud Africa

Oggi il Giardino dell’Orto ha mantenuto la sua struttura originale ma comprende alcune nuove serre: la serra tropicale, quella delle succulente e quella del Sud Africa. Complessivamente ospita 5000 specie, sia native che esotiche.

Nel Boschetto dal 2010 è ospitato l’Apiario dell’Orto Botanico: si tratta del progetto “Api in città” che cerca nei parchi e nei giardini delle città uno spazio favorevole all’allevamento delle api, sulla scia delle esperienza di grandi metropoli mondiali come New York, Londra e Parigi.

Le famiglie di api che vivono nell’Orto producono un miele millefiori che rispecchia le piante e i fiori dell’ambiente urbano di Torino: ad esempio l’ippocastano, il tiglio e il castagno. L’Orto organizza anche degli incontri programmati con gli apicoltori per assaggiare il miele prodotto e “spiare” le attività delle api.

E’ possibile visitare l’Orto in “solitaria”, ma ti consiglio di accodarti ad una delle visite guidate, che tra l’altro sono comprese nel prezzo di ingresso. Io ho fatto così e ho trovato una persona molto preparata che ci ha portato in giro per il giardino, raccontandoci anche alcuni aneddoti interessanti.

Il Giardino dell’Orto Botanico

Orto Botanico di Torino
Giardino con vista sul Castello del Valentino

L’inizio della visita parte dal Giardino. Il primo approccio è, appunto, quello di trovarsi in un bel giardino: prato verde, molti alberi, vasca rotonda con ninfee e molti altri fiori. Per completare il disegno, sullo sfondo si staglia il Castello del Valentino.

La nostra guida ci ha mostrato e descritto alcuni degli esemplari di piante, fiori decorativi e erbe medicinali presenti.

In particolare ci ha mostrato il bellissimo roseto in fiore, raccontandoci come riconoscere e quali sono le caratteristiche della rosa selvatica e svelandoci le origini del nome della “Rosa Tea”. Sembra che le prime rose di questo tipo siano giunte in Europa nella casse del tè trasportate dalla Compagnia delle Indie Orientali. E’ quindi possibile che l’odore del tè, unito all’insolito profumo di queste rose, abbia suggerito l’espressione “Tea Scented Rose”, ossia le rose con il profumo di tè. Da lì il nome con cui le conosciamo oggi: “Rosa Tea”.

La nostra guida ci ha anche raccontato che nel giardino sono presenti alcuni simpaticissimi leprotti (che ho visto io stessa). Ci ha spiegato che, a differenza dei conigli, i leprotti non scavano le tane sotto terra ma usano i cespugli per nascondersi e dormire. In questo modo non rovinano con i loro tunnel le coltivazioni dell’Orto. L’unico problema è il loro rovistare nelle aiuole appena seminate, che i giardinieri risolvono mettendo delle reti di protezione per qualche giorno dopo la semina.

La Serra delle Succulente

Orto Botanico di Torino
Serra delle Succulente

Dopo il giro del Giardino siamo entrati nella prima serra: quella delle Succulente.

Questa serra ospita molte specie di piante provenienti da diversi continenti, ma con una caratteristica comune: essersi adattate ai climi aridi.

Per riuscire a vivere nei lunghi periodi di aridità dei loro paesi di origine, queste piante sono dotate di particolari tessuti “succulenti”, tramite i quali possono immagazzinare grandi quantità di acqua.

Una volta assorbita, l’acqua viene conservata mediante alcuni accorgimenti, come l’ispessimento epidermico o la secrezione di cere protettive. Anche la produzione di peluria o di spine aiuta le piante a diminuire le perdite di acqua per traspirazione. 

L’aspetto che mi ha stupito e che tutte queste piante, a causa della continua mancanza di acqua, hanno subito delle modifiche evolutive che le ha rese molto simili, pur provenendo da luoghi lontani fra loro.

Le succulente sono spesso usate come piante ornamentali, per le loro forme, i colori e le fioriture appariscenti. Per questo motivo sono state raccolte per anni in modo indiscriminato. Oggi la loro importazione dai paesi d’origine è regolamentata in quanto sono considerate specie vegetali minacciate.

La Serra Tropicale

Orto Botanico di Torino
Serra delle Succulente

Sul fianco della prima serra si trova quella delle piante tropicali, che è stata restaurata nel 1999; viene detta “all’olandese”, perchè è seminterrata.

In questa serra ci sono molte specie di piante tropicali, provenienti dalle zone più calde e umide degli emisferi terrestri.

Appena scendi gli scalini di accesso alla serra, senti immediatamente l’umidità aumentare e ti ritrovi in un meraviglioso mondo tutto verde e luminoso. Le piante sembrano essere in ogni dove, tanto che hai paura di spostare i piedi e di pestarne qualcuna!

Fra le altre ho visto molte tipologie di orchidee: la guida ci ha raccontato che sono coltivate nell’Orto da molto tempo. La stranezza è che queste orchidee sono appese con un semplice “vaso di sostegno” da cui escono verso il basso le radici e verso l’alto il fusto con i fiori, come nella foto che ho inserito poco sopra.

Un’altra specie di piante tropicali sono le piante carnivore e nella serra erano presenti diversi esemplari. In particolare ricordo alcune piante carnivore le cui “foglie allungate” sembrano dei sacchetti con l’apertura in alto e un lembo che all’occorrenza può chiudere il passaggio. Queste foglie emettono un profumo, che attira gli insetti: questi entrano nel “sacchetto” e lì vengono intrappolati.

Il Boschetto

Ginkgo biloba
Boschetto dell’Orto Botanico di Torino

Procedendo con la visita siamo entrati nel Boschetto: intorno al 1830 erano state piantate molte piante. Un centinaio di queste piante sono presenti ancora oggi e sono ormai “monumentali”.

Una di queste piante centenarie è il Ginkgo biloba.

Il Ginkgo biloba è una pianta molto bella, dalle caratteristiche foglie a forma di ventaglio, che d’autunno assumono un bellissimo colore giallo vivo. La cosa che mi ha affascinato è che questa pianta è la superstite di una famiglia estinta: è un albero antichissimo, nato oltre 250 milioni di anni fa in Cina

L’aspetto negativo (chi non ce l’ha?) è che i semi di questa pianta hanno un odore decisamente sgradevole: quindi si cerca sempre di scegliere esemplari maschili. Purtroppo è difficile distinguere gli esemplari maschili da quelli femminili. Si scopre facilmente proprio in base all’odore!
All’Orto ci sono due esemplari di Ginkgo biloba: un esemplare maschile nel Boschetto e uno femminile nel Giardino.

Nel Boschetto è stato ricostruito anche uno stagno con numerose specie acquatiche e palustri. Mentre noi stavamo facendo il giro, nello stagno del Boschetto abbiamo visto due esemplari di Germano Reale: un maschio e una femmina, che hanno deciso di fermarsi lì per la stagione.  

La Serra del Sud Africa 

Oro Botanico di Torino
Serra del Sud Africa

Il giro termina alla serra del Sud Africa, che è posta subito sulla sinistra dell’ingresso all’orto. E’ chiamata serra “nuova” dell’Orto, perché è più recente delle altre, è stata costruita tra il 2006 e il 2007.

In questa serra, sono stati rappresentati diversi ambienti del Sud Africa: tutte le specie presenti hanno in comune la loro “differenza” da quelle delle altre regioni del mondo. 

Alcune delle piante di questa serra sono così note che mi ha stupito scoprire la loro lontana provenienza: ad esempio i notissimi gerani oppure l’aloe, di cui ho un grande vaso sul balcone di casa mia. C’è anche una bella vasca con le Ninfee del Sud Africa. Ad oggi non erano fiorite. Sono curiosa di tornare in estate per verificare la loro fioritura.

Molte di queste piante sono considerate a rischio perché le attività dell’uomo nei paesi d’origine minacciano il loro habitat naturale.

Fine del giro

La visita guidata è durata poco più di un’ora. Al termine del giro mi sono trattenuta ancora un po’ per scattare qualche fotografia, che ho ora inserito in questo articolo.

Come anticipato, ti consiglio senza dubbio la visita guidata, perché ho trovato la guida molto preparata e ci ha fornito molti dettagli e spunti interessanti, che ho provato a riportare in questo articolo.

Mi sono informata sulla possibilità di accesso all’Orto con gli amici a quattro zampe. Mi hanno detto che sono i benvenuti, basta che siano al guinzaglio e che non si mettano ad inseguire gli scoiattoli e le minilepri che vivono nell’Orto.

Il biglietto di ingresso intero costa 5 euro e comprende la visita guidata. Sono previste diverse riduzioni. In particolare, se hai la tessera Musei Piemonte, l’ingresso è gratuito.

Ti ho convinto? Bene, regalati qualche ora per farci un bel giro e porta con te una persona che ama gli alberi, le piante e i fiori!

Trovi l’Orto Botanico all’interno del Parco del Valentino. L’ingresso è in Viale Pier Andrea Mattioli 25.

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14 risposte a "Un giro all’Orto Botanico di Torino"

  1. francesca 17 maggio 2019 / 15:04

    Te l’ho scritto anche su Instagram, adoro questi posti, mi piacciono davvero tanto! Ci danno modo di vedere creature che altrimenti non vedremmo mai.

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    • Barbara 22 maggio 2019 / 0:13

      Sì. Hai ragione. Ho trovato coinvolgente ripararsi “sotto” questi immensi alberi centenari.

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    • Barbara 22 maggio 2019 / 0:15

      Chissà quali piante speciali ci sono nell’orto botanico di Sydney 🙂

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  2. claudiaemattia 17 maggio 2019 / 17:04

    Sono stata spesso a Torino, ma non ho mai visto questo orto botanico. Sembra molto bello, quindi credo proprio che la prossima volta ci farò un salto.

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  3. Valeria 20 maggio 2019 / 7:47

    5 anni vissuti a Torino senza neanche sapere dell’ esistenza di questo posto, che sembra in vece molto gradevole ed istruttivo. Rimedieró si sicuro

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  4. Dany M 21 maggio 2019 / 23:01

    Sembra davvero una gita interessante. Qui a Genova sono stata alla Biosfera, la conosci ?

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    • Barbara 21 maggio 2019 / 23:12

      Ho letto della Bolla di Renzo Piano ma non l’ho mai vista con i miei occhi 🙂 Devo farci un giro al più presto!

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  5. Martina Bressan 3 giugno 2019 / 9:59

    Mi piace molto visitare gli orti botanici. Anche a Padova la città dove ho studiato e vissuto per un periodo ha un orto botanico molto bello. Di questo orto torinese, mi piace molto la possibilità di visitare il boschetto con le sue piante centenarie, in particolare (essendo io amante della Cina) il Ginkgo biloba.

    Piace a 1 persona

    • Barbara 3 giugno 2019 / 23:48

      Ciao Martina. Anche io ho trovato affascinante il Ginkgo biloba. Mi ha molto incuriosito il fatto che i semi dell’esemplare femminile siano molto maleodoranti e che sia difficile distinguere gli esemplari maschili da quelli femminili senza sentire questo odore 🙂

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  6. Angela 3 luglio 2019 / 9:49

    Wow non sapevo che a Torino ci fosse un orto botanico così grande! Io adoro visitare i giardini botanici, si scopre sempre qualcosa di nuovo su piante e fiori, ti consiglio di vedere anche quello di padova se non ci sei mai stata 🙂

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  7. Martina 3 luglio 2019 / 14:42

    Bellissimo articolo Barbara, sarà che amo gli orti botanici 🙂
    Sarà sicuramente una tappa quando passerò per Torino. Anche qui a Padova ne abbiamo uno molto bello con storia centenaria… se capiti in zona non perderlo!

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